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Mistrà
Storia del liquore dei marinai

PerBacco Countryhouse

Il mistrà è un liquore a base di anice che ha una storia antica e affascinante, legata alla cultura dei marinai, alla Repubblica di Venezia e alle tradizioni contadine delle Marche.
In questo articolo vi raccontiamo le origini, le curiosità e le caratteristiche di questo distillato che ancora oggi, nella nostra regione, si produce in maniera artigianale e, talvolta, clandestina.


Le origini del mistrà tra la Grecia e Venezia
Il nome mistrà deriva da Misithra, una città del Peloponneso in Grecia, che dal 1687 al 1715 era sotto il controllo della Repubblica di Venezia. Qui i veneziani conobbero un liquore locale a base di anice, l'ouzo, assai apprezzato per le sue proprietà digestive e rinfrescanti, ma anche per la sua capacità di conservarsi a lungo senza alterarsi.
Proprio da qui, grazie ai marinai della Repubblica di Venezia, partirono i primi carichi di questo liquore verso l’Italia, e più precisamente verso il Veneto e il Friuli.


Il mistrà nelle Marche
Il mistrà arriva nelle Marche grazie ai commerci marittimi tra Venezia e le città costiere della regione, come Ancona e Fano. Qui, facendo, come si suol dire, di necessità virtù, il liquore venne adattato alle materie prime locali, sostituendo l'alcol di cereali con quello di vino e utilizzando l'anice verde che cresce spontaneamente sulle colline marchigiane.
Il mistrà divenne così un prodotto tipico della zona del Piceno, al confine con l'Abruzzo, dove le famiglie contadine lo producevano in casa con alambicchi rudimentali e clandestini. Perché clandestini? La motivazione era del tutto economica, ovvero per evitare il pagamento delle tasse sul consumo e sulla fabbricazione degli alcolici. Il liquore, quindi, risultava illegale.
Ancora oggi c’è qualche produttore locale che non abbandona l’antico e tradizionale metodo produttivo del mistrà, producendone piccole quantità “familiari” con il vecchio alambicco di rame ereditato dal nonno.


Le caratteristiche del mistrà
Il mistrà si ottiene dalla distillazione dell'alcol di vino a cui si aggiungono semi o stelle di anice verde. Il liquore viene poi fatto riposare in botti di legno o di acciaio per alcuni mesi prima di essere imbottigliato.

La sua gradazione alcolica è piuttosto elevata, tra i 40 e i 60 gradi; ha un sapore intenso e aromatico, dato dall'anice; il suo colore è trasparente, ma diventa opalescente se diluito con acqua o ghiaccio; il suo profumo ricorda quello del finocchio e della liquirizia.

Il mistrà si può consumare liscio come digestivo, oppure miscelato con acqua o altre bevande per preparare cocktail rinfrescanti.

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